Mantenere in salute il nostro cane e gatto

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di Francesca Pisseri

“Con uno stile di vita sano e l’utilizzo degli oli essenziali”

Il cane e il gatto condividono i nostri ambienti e i nostri stili di vita: spazi tra le mura domestiche, giardini e parchi pubblici. I gatti frequentano gli ambienti esterni in modo più solitario e autonomo, mentre i cani che sono per natura gregari, stanno negli spazi esterni più frequentemente accompagnati dall’uomo, anche se in alcuni piccoli centri esistono ancora i “cani di paese”, che liberi si muovono esplorando l’ambiente e gestendo da soli le loro relazioni sociali e le loro attività.
Gli ambienti antropici e le attività umane non sempre risultano adatti a loro; infatti alcuni disagi e malattie conseguono a una gestione poco appropriata di vari aspetti della loro esistenza, come l’alimentazione, l’attività fisica e la socializzazione.

Il mantenimento della salute viene prima ancora della prevenzione; questo significa mettere in pratica stili di vita che favoriscano condizioni consone alla fisiologia e all’etologia dei nostri amici animali. Esso si basa sul riconoscimento delle loro esigenze e sul fare in modo che esse siano in pieno soddisfatte.

Prima di tutto vanno rispettate e favorite le loro tendenze comportamentali, per esempio la necessità di socializzazione e di attività. Vi sono alcune razze canine, per esempio i “border collie”, che hanno attitudine a svolgere attività complesse e faticose come condurre greggi di pecore in territori molto ampi, attività che prevedono un forte impegno sia mentale che fisico.

Se uno di questi cani fa una vita poco attiva rischia di essere infelice e di sviluppare addirittura problemi comportamentali, come tic o movimenti ripetitivi, o malattie psicosomatiche. Un’altra esigenza fondamentale per il cane è la socializzazione: si tratta infatti di una specie animale estremamente sociale, la coevoluzione con l’uomo lo ha portato a una notevole tendenza a “fare gruppo” con la specie umana, a collaborare con essa per numerose attività, condividendo con noi anche la loro vita mentale ed emotiva, ma proprio per questo i nostri compagni soffrono assai per la prolungata solitudine.

“il mantenimento della salute viene dalla prevenzione: significa mettere in pratica stili di vita che favoriscano condizioni consone alla fisiologia e all’etologia dei nostri amici animali”

Per il gatto invece può non essere un problema dover stare da solo, mentre invece può esserlo il non poter espletare la propria attività predatoria, che in alcuni soggetti è molto spiccata.
Si può assistere al manifestarsi di comportamenti aggressivi o ansiosi derivanti dalla fru-
strazione di un istinto fondamentale per il gatto atavico, anche se non egualmente presente in tutti i soggetti e in tutte le razze.
Per il gatto può essere inoltre un problema la condivisione degli spazi con altri animali della sua specie, in natura infatti esso è un predatore solitario e quindi ogni soggetto ha un proprio territorio di caccia, che è fondamentale per la sua sopravvivenza.
Da qui deriva che la percezione del proprio territorio, marcato dai suoi odori (i cosiddetti “feromoni”), è essenziale per il gatto; se è costretto a condividerlo con altri felini, questo può causare stress preoccupanti, che possono portare a comportamenti inappropriati, come urinare al di fuori della lettiera o il manifestarsi di patologie a livello urinario, come la cistite cronica.

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li animali, per amor nostro, si adattano alla vita in comune con noi umani e non sempre manifestano i loro disagi, oppure li manifestano con modalità che noi non siamo in grado di comprendere.
Noi li trattiamo spesso con grande affetto e cure, ma bisogna porre attenzione al fatto che esse non siano solamente una proiezione dei nostri desideri e delle nostre esigenze emozionali. E’ necessario il riconoscimento dell’“altro” come qualcosa di diverso da noi, con una propria natura profonda e complessa, e con un suo codice comunicativo diverso dal nostro.
La dieta deve essere sana ed equilibrata e riteniamo consigliabile ricorrere a cibo fresco preparato in casa e non utilizzare come unica fonte dietetica cibi commerciali già pronti.

“Gli oli essenziali ci aiutano nelle misure preventive per alcuni problemi degli animali domestici, essi sono di pratico utilizzo, gradevole profumazione e non inquinano l’ambiente.”

Per quanto riguarda la prevenzione di problemi da parassiti, come gli acari dell’orecchio o la Malassezia, è possibile effettuare una pulizia del condotto uditivo con oli essenziali di rosmarino e di lavanda, diluiti allo 0,5% in olio di mandorle dolci, applicando la soluzione direttamente nel condotto uditivo e sulla cute del padiglione, asportando poi il cerume in eccesso con cotton-fioc e una garzina pulita. Il paziente con otite va sempre fatto controllare da un veterinario per accertare la causa della patologia, lo stato dei tessuti e l’integrità del timpano.

Per quanto riguarda il pappatacio, ospite intermedio e vettore della Leishmaniosi canina, è possibile applicare dei repellenti a base di oli essenziali di litsea e lavanda sulla cute del cane prima di uscire per la passeggiata serale, nella stagione estiva, tenendo presente che il maggiore effetto della soluzione dura mezz’ora, in quanto i principi attivi degli oli essenziali sono volatili ed è quindi necessario ripeterne l’applicazione ogni 30-40 minuti in caso di passeggiate più lunghe.

In caso di ispessimenti cutanei nella zona del gomito o del garretto, i cosiddetti “calli”, si può applicare una soluzione di burro di karité e olio essenziale di limone e di timo bianco, entrambi all’1%: questa pratica può prevenire irritazioni o infezioni batteriche, che sono frequenti in queste zone.

Dr.ssa Francesca Pisseri
Medico veterinario Omeopata e Fitoterapeuta

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